Lo strano caso “Petaloso”: quando la creatività linguistica diventa attualità

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Siccome a noi di Tif piace stare sempre sul pezzo, oggi ne approfittiamo per dire la nostra su una cosa accaduta almeno un mese fa. Non è che siamo ritardatari, è che da bravi giornalisti sappiamo che bisogna sempre mettere un po’ di distanza, che sia critica o temporale, tra l’osservatore e il fatto. Ecco quindi che oggi parliamo di una vera e propria rivoluzione della nostra lingua, che ci troveremo di sicuro nel servizio del tg1 del 31 dicembre 2016 tra le grandi cose accadute quest’anno, arco temporale che si preannuncia drammatico. Non parliamo della dipartita di Umberto Eco o dell’entrata del “ma però” nelle grammatiche ufficiali, bensì dell’invenzione del secolo, l’aggettivo “petaloso”.vai all’articolo

Adattamento, ricodifica e traduzione: analogie, sfumature e differenze

Annichiliti dalla comprovata impossibilità di fondo di una comunicazione totale non da
lingua a lingua o cultura a cultura ma da individuo a individuo, sembra altrettanto impossibile trasportare in maniera del tutto efficace un messaggio da un codice all’altro. Per spiegarla alla maniera del vecchio zio Frank (Zappa), “scrivere di musica è come ballare di architettura”, ma ciò che sembra impossibile nella teoria si dimostra spesso non solo possibile, ma anche indispensabile nella pratica.
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Il viaggio di Tabucchi nella Traduzione

Scrittore di nota fama internazionale, traduttore, insegnante di lingua e letteratura portoghese nonché uno dei più emeriti esegeti di Fernando Pessoa, Antonio Tabucchi ha consacrato la sua intera esistenza alla Letteratura lasciandoci preziose opere di grande rilevanza letteraria, linguistica e politica. Con ferma lucidità e parole poetiche, Tabucchi ha rivelato verità nascoste e impercettibili, ha saputo dar voce a quelle forze tumultuose che scuotevano gli animi della società a lui contemporanea diventando un letterato impegnato.
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